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Tra
Cascate, Grotte, Corsi d'Acqua:
OSSENA, LODDIERO, CAVA DEI MONACI (Valle dell'Ossena,Valle del Loddiero,Piano di Santa Barbara) |
"A
dominare quest'itinerario alla scoperta del territorio militellese sono
le valli dell'Ossena e del Loddiero e gli altopiani che tra queste si distendono,
alla cui straordinaria bellezza fisica è da unire, ancora, il notevole
interesse storico-archeologico che tali ambiti rivestono.Partendo dalla Chiesa di Santa Maria della Stella, per mezzo della via Lèmbasi, si discende sino ad immettersi, svoltando a destra (km 0,2), sulla comunale Lèmbasi che punta a sud, tra l'omonima contrada e quella di Porta del Principe. Luogo, quest'ultimo, di una prima, piacevole escursione: superato il Torrente Zizza, dopo un'ampia curva (km 0,6), un sentiero sulla sinistra conduce (km 0,2) alla Porta del Principe, un tempo meta delle passeggiate di Don Francesco Branciforte, principe di Militello; immersi nel rigoglio degli agrumeti è possibile da qui ammirare la parte più antica della città, oltre la quale si eleva prepotentemente l'Etna. Proseguendo,
dopo 0,9 km, ci si immette sulla provinciale per Francofonte, discendendo
verso le contrade Porto Salvo e Via Grande, punteggiate da nobili residenze
di campagna, significativi elementi del paesaggio. Percorsi 2,5 km, sulla
destra, in prossimità d'un caseggiato, si apre un sentiero in salita,
inizialmente asfaltato, che conduce ad uno dei luoghi più belli -
se non il più bello - tra i tanti che impreziosiscono questo dovizioso
territorio: una delle splendide cascate sul Torrente Ossena. Passeggiata
da non mancare, assolutamente! Il sentiero, non appena giunto al massimo
della quota e prima di iniziare a discendere, apre improvvisamente, sulla
sinistra, una grandiosa visione, dall'alto d'un poggio strapiombante per
circa trecento metri, su di un ampio tratto del sottostante corso d'acqua
e sulla stessa cascata; quindi, serpeggiando ripidamente in discesa, tra
Olivastri, Carrubi, Querce, Ficodindia, Tamerici, Oleandri, si raggiungono
(km 0,9) i ruderi d'un caseggiato: qui si lascia l'auto e si continua a
piedi per un centinaio di metri, facendosi spazio tra l'intrico di specie
ripariali che accompagnano il corso d'acqua. Infine, ecco - incastonate
in un bellissimo contesto ambientale - le cascate che precipitano tra strette
e maestose pareti d'un canyon, offrendo uno spettacolo davvero superbo.
Proseguendo ancora lungo l'itinerario principale, dopo 1,1 km, un altro sentiero a destra offre un'ulteriore opportunità di discendere sulle rive dell'Ossena e di ammirarne dall'alto, via via che si procede, lunghi tratti del corso che sinuosamente e celato da Tamerici e Oleandri, si muove lungo un'ampia vallata. Questa escursione, facile e breve (km 1,2), consente pure di ammirare, una volta attraversato il torrente e risaliti sulla opposta sponda, una serie di antichi mulini (Paratore, Nuovo, Villarmosa, Paliano), un tempo importanti risorse economiche del territorio, oggi reperti che raccontano la storia antichissima di queste contrade ricche d'acqua. Va aggiunto, ancora, che l'intera area riveste notevole importanza archeologica per la presenza di necropoli rupestri dell'età del Bronzo antico e di insediamenti dell'età del Ferro e d'epoca medievale (le pi significative testimonianze sono esposte al Museo "Paolo Orsi" di Siracusa). Dominando
dall'alto la vallata - oltre la quale, in successione, si aprono, da ovest
verso est, straordinarie vedute su Militello, su Cava di Monaci, sull'Etna,
sul Biviere di Lentini, sulla Valle dell'Ossena, sul mare di Catania, sui
monti Erei e sulla dorsale degli Iblei - si prosegue sulla provinciale,
parallelamente al corso dell'Ossena, per altri 3,3 km, sino a raggiungere
un incrocio. Qui si piegherà a sinistra e si procederà tra
gli agrumeti in direzione nord per altri 3,5 km; subito dopo aver lasciato
sulla destra l'ingresso per il caseggiato dell'Ambelia - sede dell'Istituto
d'incremento ippico di Catania - si incrocerà un altro bivio: svoltando
a sinistra sulla comunale Boscarino-Santa Barbara, ci si dirigerà
verso ovest, risalendo sugli altopiani compresi tra le incisioni parallele
dell'Ossena e del Loddiero.Muovendosi su di un tratto di strada dal fondo particolarmente sconnesso si torna adesso a viaggiare tra sontuosi paesaggi incontaminati e selvaggi: profondi canyon, oscuri burroni, costoni rocciosi ricchi di preziosa vegetazione, vallate verdeggianti. Qua e là, poi, si ergono una serie di interessanti edifici connessi alle attività produttive dei vari latifondi, pregevoli reperti storico-architettonici, testimonianze del lavoro negli antichi feudi. Tra queste sono le case Magnini, ben visibili sulla sinistra in posizione dominante, attorno alle quali la strada disegna poi una serie di ardite serpentine prima di pianeggiare lungo l'altopiano di Cava dei Monaci. Bellissima, sulla destra, la successione di vedute sulle valli Gallotto, del Loddiero, del Carcarone, su Piano di Santa Barbara. Dopo aver percorso 4,8 km dall'ultimo bivio, si incontra sulla destra una carrabile che discende in fondo alla Valle del Loddiero (km 2,8): escursione facile e ricca di spunti naturalistici e paesaggistici. Ancora, dopo settecento metri, sulla sinistra, un facile sentiero conduce sul Piano Cava dei Monaci (km 0,3), area di grande interesse paesaggistico e archeologico per la presenza di una necropoli preistorica e d'un insediamento abitativo bizantino (tombe a camera, abitazioni rupestri, cappelle ipogee). Del
resto, la rimanente parte dell'itinerario, che adesso si snoda ai margini
della contrada Porto Salvo e della Valle del Lémbasi, sul Piano di
Santa Barbara - un vasto altopiano calcareo cinto da ovest e nord dalla
Valle del Lèmbasi e che, senza fratture, trova continuità
nel Piano Cava dei Monaci -è interessato da importanti siti archeologici:
un'ulteriore deviazione s'impone, perciò, per ascendere alle Grotte
di Santa Barbara. Percorsi, dall'innesto col precedente sentiero, circa
trecento metri, subito dopo una stretta curva, si devia sulla destra e si
procede in ripida salita (da affrontare a piedi) per poco più di
trecento metri, sino a raggiungere l'area della necropoli preistorica e
dell'insediamento rupestre bizantino che si sviluppa su diversi livelli
collegati da scale intagliate nella roccia, lungo un aspro costone roccioso;
di notevole interesse, queste grotte, alcune delle quali con volta pseudo-conica,
si estendono nel sottosuolo, distribuendosi in vari ambienti adibiti a luoghi
di abitazione e di culto cristiano nel Medioevo. Straordinario, da qui,
il panorama che si apre sul quartiere delle antiche concerie, su Militello
e sul la Valle del Lèmbasi. Proseguendo lungo l'itinerario principale
si perviene (km 0,6) all'incrocio con la strada comunale Santo Vito nella
quale ci si immetterà svoltando a destra; procedendo in ripida discesa
e lasciando sulla destra i ruderi della chiesetta rupestre di Santa Maria
della Scala, dopo un ultimo sguardo dal versante opposto alle vallate del
Lèmbasi e del Santo Vito e alle Grotte di Santa Barbara, ormai giunti
alle porte di Militello, ripercorsa la via Lèmbasi, si ritorna al
punto di partenza di questo itinerario. Prima
di lasciare questi luoghi bellissimi consigliamo ancora una facile passeggiata
(anche a piedi) con partenza dalla Chiesa di Sant'Antonino, lungo uno dei
fianchi della Valle del Loddiero, sino alla chiesetta della Madonna delle
Grazie (km 0,7),e, da qui, procedendo poi in discesa all'interno del profondo
canyon sino al torrente stesso, nel punto in cui confluiscono il Loddiero
e il Carcarone (km 2,4). Attraversando con cautela il corso d'acqua, seminascosto
dalla vegetazione ripariale (qui è stato recentemente scoperto un
importante endemismo), si può quindi risalire lungo uno dei fianchi
del bellissimo canyon del Carcarone, ove, come s' detto, nidifica una coppia
di Poiane". |