Comune di Militello in Val di Catania (CT)

Comunità religiose

Chiesa: Parco Santa Maria La Vetere (Monumento Nazionale)

Parrocchia
Santa Maria della Stella (Monumento Unesco)
Indirizzo
Orari d'apertura
su richiesta
Prete
Don Giuseppe Luparello
Recapito telefonico
Descrizione della chiesa
La chiesa , una delle più antiche e un tempo cappella dei signori di Militello, si trova in una vallata all’estremo limite sud-orientale della città. Dedicata a Santa Maria della Stella, fu poi chiamata semplicemente “la Vetere” per distinguerla dalla nuova ricostruita più a monte. I saggi di scavo, condotti negli anni ’85/’86 dello scorso secolo, hanno permesso di conoscere le varie fasi abitative ed edilizie del sito ove sorge la chiesa. Queste fasi comprendono: un abitato tardo-antico, come attesta un complesso di pozzi ed ipogei scavati nella roccia calcarea, a cui doveva appartenere anche la “chiesetta” dello “Spirito Santo”; un ipotetico insediamento normanno, dalle tracce di un affresco sotto le strutture murarie dell’abside e, forse, da un archivolto (con motivo a reticolo stellato) e da un capitello a motivi vegetali; la chiesa del ’400, come attestano i resti di alcune strutture murarie, le quali consentono di ricostruire la planimetria dell’edificio a tre navate con l’abside orientata ad est e ingresso ad ovest e piano pavimentale impostato sulla roccia calcarea. Al di sotto del pavimento sono state rinvenute numerose tombe a “fossa” e, rimescolati alla terra, frammenti architettonici, monete e maioliche del ’500/’600. Da rilevare che nell'ambito della navata settentrionale della chiesa quattrocentesca fu scoperto, ed in parte scavato, un pozzo, che potrebbe identificarsi con quello menzionato nelle Cronache del Carrera, il quale afferma che “dentro la chiesa vi è un pozzo di molta profondità, il quale prima che il tempio fosse accresciuto era fuor delle mura di quello”. La notizia sembra infatti suffragata dal rinvenimento a sud di questo di un'altra struttura muraria, avente andamento ovest-est e parallela ai muri delle navate quattrocentesche, che lascerebbe supporre l'esistenza di un edificio di culto di minori proporzioni ed anteriore a quello del XV secolo. Sotto Blasco II Barresi, nella seconda metà del Quattrocento, iniziano i lavori d’ampliamento dell’edificio di culto. Nel 1465, il figlio, Antonio Pietro Barresi, secondo il Carrera, costruì il portico, detto “le Pennate”. A Giovan Battista Barresi, figlio di Antonio Pietro, risale la realizzazione del protiro della “Vetere”, segno della complessità delle componenti culturali operanti a Militello nell’ultimo ventennio del secolo XV. I leoni stilofori, le svelte colonne dai capitelli corinzi e le arcate di diversa ampiezza, sul fronte e sui fianchi e prive di ghiera, rimandano al passato; il disegno d’insieme del portale, datato 1506 nell’architrave, rinvia a quello della Cattedrale di Messina di Pietro Bonitate ed a quello della ventimiliana cappella di Sant’Antonio in San Francesco a Castelbuono. I rilievi del portale (1506), con tracce residue dell’antica policromia, rappresentano: nella lunetta, la Vergine in trono fra angeli; negli stipiti, busti di Profeti e Sibille; nei basamenti, Storie dei SS. Gioacchino e Anna; sulle guglie, un’Annunciazione; e nella cuspide, l’Incoronazione della Vergine. Potrebbero essere opera giovanile di Antonello Gagini. Negli anni di donna Margherita, si porta avanti lentamente il progetto di riforma di Santa Maria “la Vetere”, devastata da un incendio nel 1618 , con un nuovo disegno della navata centrale separata dalle laterali da pilastri in pietra, intagliati con decoro imitante le falde di damasco appese negli apparati festivi. Al di sopra delle arcate, è una teoria di cariatidi, alternate alle finestre a targa, a sostegno delle capriate del tetto, certamente rifinito al di sotto delle catene da una “soffitta”, cioè da un controsoffitto a tavole piane decorate, come in quasi tutti gli edifici sacri di Militello per tutto il Seicento. Nelle navi laterali si aggiungono le fastose cappelle a portale con colonne e trabeazione riccamente intagliate; delle cappelle che restano della navata destra, due - quella della Natività di Andrea della Robbia (oggi a Santa Maria della Stella “la Nuova”) sul fondo e quella della Madonna, ultima cappella a destra - sono opere di mastro Francesco Barone , che realizza nella prima il disegno di Giambattista baldanza jr. L’edificio di culto post-terremoto consta solo della navata laterale destra e del protiro. La navata superstite è delimitata da un partito di archi a pieno centro su pilastri in pietra. Per salvaguardare l’integrità dell’unica navata superstite, si operò l’occlusione del partito di archi, che metteva in comunicazione questa con la nave centrale, e la ristrutturazione del soffitto da parte dell’architetto Basile. Il vano dell’attuale sacrestia presenta una copertura a volta a crociera costolonata e una porta occlusa in relazione con la zona del presbiterio. Le finestre della navata destra sono così disposte: una (fuori asse) sopra l’ingresso e tre nella parete laterale sud; sono rettangolari monofore, presentano una cornice a piccole bugne diamantate che riscontriamo in altre chiese di Militello. Solo due dei quattro pilastri angolari sono scampati al crollo: quelli relativi alla parete sud della navata superstite; sono a bande chiare e scure. L’attuale campanile, costruito dopo il sisma, presenta nella sua struttura alcuni conci appartenenti ai pilastri angolari crollati.